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domenica 7 agosto 2016

Made in Fat City - Molosiglio d'Agosto

Nella città grassa - del logo con la pancetta - di Fat City, congrega napoletana di aggregamento musicale, si festeggia il settimo giorno del mese agostano con una line-up cataclismatica. Il setting è il collaudato faro del molosiglio, ritrovo estivo della scena napoletana - ce stamm vuottann' a mmar' - che ospita [dopo i The Devils di giugno e la serata di luglio con La Via Degli Astronauti, Saudade, Sick Sciences] trash, hard(e)core, eroi locali e garage pop che tanto giovano alla caligola partenopea. Un vento veloce e fischiante ha accompagnato l'evento. Penetrante e glaciale con le sonorità del toscano Tab_ularasa, chitarra e voce alla gioventù sonica, sindromi di peter pan e complessi anali (canzoni sulla cacca e urli al "basta casta") che ci ricordano il nostrano Aaron Rumore, col quale si è vociferata una collaborazione [la cui assenza sembra smentire]. Poi il vento si fa ridondante con l'acca-cì dei Motosega, imperterriti e sempiterni propagatori della vecchia scuola, senza i quali la serata non avrebbe avuto struttura. E infine il ritmo si accelera e ritualizza con le mazzate nel pogo dei Collapse e dei Satanic Youth, rispettivamente da Firenze e dalla Liguria, entrambi di ritorno dal Lecce Hardcore festival. A condire, dj-set e brindisi con roba forte fra buoni vecchi abitudinari della scena partenopea insieme a onorevoli ospiti. La tentazione di buttarsi a mare è stata forte, ma abbiamo resistito: l'acqua là sotto fa schifo, meglio i drink del Capitano e del Michele o la birrozza della Signora. Parliamo fuori dai denti.

Molosiglio - 7 Agosto - Fat City
Satanic Youth - Collapse - Motosega - Tab_ularasa

lunedì 6 giugno 2016

After Fukushima. An animation of the disaster.

Moving colored particles are indicators of radioactivity in relevations made from march 12 to april 12 of 2011.
Indicators are revealed through their spectrum captured from earth's orbit.


After Fukushima. An animated gif that I made with images taken from space, on the initial radioactivity rates of the nuclear apocalypse started in 2011. 100% of fishes from the pacific ocean are today tested to be yet radioactive.

mercoledì 16 marzo 2016

'Candide' di Mark Ravenhill - Teatro Mercadante

Candide è uno spettacolo nel senso aggettivo della parola. La piece, una rivisitazione del Candido di Voltaire, rappresenta la rilettura di Mark Ravenhill. Lo spettacolo, pur afflitto dalle nervosità dialogiche della scrittura contemporanea, realizza il surreale sguardo del nostro tempo su un'opera mitologica del pensiero illuminista e lo fa attraverso le tecniche del manierismo shakesperiano di un ‘teatro nel teatro’.
L’innovazione di volta della piece è l’elemento del viaggio nel tempo, prestito cinematografico, che si realizza nella divisione dei cinque atti: altrettanti salti temporali tra settecento, una metafisica scoperta delle Americhe in Eldorado, i giorni nostri e la visione su un futuro prossimo imprecisato.
il Candide in questione è preso dall’ambiguità di vedersi rappresentato, protagonista della piece, e incarnare un Candide interiore, a rappresentanza del sentimento di umanità dei personaggi di Sarah e della figlia, rispettivamente Francesca Mazza e Federica Zacchia. Infine, da ibernato, si sveglia alla decadenza del sogno idealistico di Cunegonde, una altrettanto complicata metonimia dell’Amore.
La grande macchina della messinscena dimostra la peripezia di un discorso coerente sull’ottimismo, profetizzato dal personaggio leibniziano di Pangloss, all’ombra della post-storicità del mondo globalizzato.
La stimolazione sensoriale, l’uso aggressivo della spazialità e degli audiovisivi, la bravura del cast nell’usare questi elementi realizzano a pieno le potenzialità del testo, televisivo nella mescolanza dei linguaggi, maleducati nel rappresentare il settecento, ingenui nel descrivere il salto nella contemporaneità degli ultimi atti. Esce fuori un disegno complicato, poco toccante, che funziona come forte suggestione sensoriale. Una riflessione di grande attualità che invita all’approfondimento di temi caldi, ma si fa prendere dal callo dell’intrattenimento, con lode all’istrionismo degli attori.
Questo spettacolo deve essere visto, con uno sguardo della genialità, che sembra riversatasi tutta nella regia di Fabrizio Arcuri, che ne custodisce il codice: un linguaggio dell'inventiva senza fondo, esaltante e raro.

Lorenzo Buongiovanni, 16 Marzo 2016, Napoli

Fotografie di Achille Le Pera © —
'Candide' di Mark Ravenhill, regia Fabrizio Arcuri
TEATRO MERCADANTE 15 marzo 2016 20 marzo 2016


traduzione Pieraldo Girotto
regia 
Fabrizio Arcuri
con Filippo Nigro, Lucia Mascino, Francesca Mazza, Francesco Villano, Matteo Angius, Federica Zacchia
e con Domenico Florio, Lorenzo Frediani, Giuseppe Sconditti, Francesca Zerilli
e la partecipazione straordinaria di Luciano Virgilio

musiche 
H.E.R.
scene Andrea Simonetti
costumi Fabrizio Arcuri
video 
Luca Brinchi, Daniele Spanò
live visual 
Lorenzo Letizia
assistente alla regia 
Francesca Zerilli
assistente ai costumi 
Valeria Bernin
produzione Teatro di Romain collaborazione con Centro Teatrale Santacristina

mercoledì 9 marzo 2016

giovedì 11 febbraio 2016

Duodenum release party - A.T.R.I.6 , Napoli

Television breaker
A.T.R.I. 6, 13 Feb, Napoli, Release party

Autoproduzioni Totali Rock'n'roll Intransigente presenta

DUODENUM 7" RELEASE PARTY

DUODENUM
(Punk Blues Duo Extravaganza da Milano/Napoli su VidaLoca Records)
Dopo anni di cocciuta produzione casalinga è arrivato il primo 7" dei DUODENUM, duo blues punk gospel di culto della feccia e dei reietti della musica sotterranea italiana. Uscito per Vida Loca Records e Bubca, il 7" contiene ben 8 canzoni che rappresentano al meglio l'evoluzione e la storia del duo più sbagliato e peggiore della storia della musica italiana.

WHITE NIGGERS
(Garage Rhythm and Blues da Lucera)
4 forse 5, bò non è dato saperlo, brutti ceffi della provincia di Foggia, amanti del soul, del garage, del rhythm'n' blues. Che altro aggiungere... niente, ci basta così!!
https://www.facebook.com/thewhitengz

TUTTIFRUTTI APOCALYPSE
Selezioni depravate a cura della coppia più Rock'n'Roll dello stivale!!
https://www.facebook.com/tuttifruttiapocalypse

APERTURA ORE 22:00 (DJ SET)

INIZIO CONCERTI ORE 23:00
A.T.R.I. 6
Via Napoli, 6 Napoli

giovedì 5 novembre 2015

Condizione Umana

La natura umana è il frutto di innumerevoli condizionamenti biologici. L’intelletto umano, nel suo stadio di sempre più affinata astrazione dall’onere della sopravvivenza, si emancipa dalla propria condizione divenendo cosciente di sè. Ma la natura umana vive di condizionamenti ben più profondi rispetto al tema della sopravvivenza nel senso stretto di “sostentamento”: i meccanismi di sopravvivenza che rimangono latenti e ritornano sotto forma di meccanismi di autodifesa. Di questo concetto vi è un esempio su tutti, la reminiscenza intrauterina della apnea autoindotta: nei bambini piccoli se si soffia sopra il volto, gli occhi si chiudono e il viso si contrae come per trattenere il respiro. Ebbene la sensazione di aria che corre sulla pelle del viso nei neonati è ricondotta alla percezione (dunque una memoria, sensazioni collegate ad esperienze) del liquido presente nella placenta. Non solo questo innesto che ci proviene dall’esperienza prenatale è un tratto condizionante della condizione umana, ma è comune a molte altre specie mammifere quali i felini, che però hanno altre esperienze sensoriali. Quanto mai oggi si riconduce il sapere sull’essere umano, il sapere antropologico, alla condizione di fisicità dell’uomo sulla Terra, al suo essere Mindful Body, corporeità pensante.

mercoledì 21 ottobre 2015

#OMG - Frutta

Lo sconfinamento fra Arte e Scienza, Bio-arte: un discorso fruttuoso.


Il punto debole di ogni argomentazione intorno agli OGM, che parli al pubblico più vasto, è non ricordare la distinzione fondamentale che interessa i consumatori: cibi transgenici, la cui riproduzione avviene in laboratorio con codice genetico non appartenente alla specie; cibi ibridati, la cui selezione avviene normalmente in agricoltura al fine di garantire il raccolto e selezionare i rami della specie fertili al fine di un giovamento nella resistenza ambientale e nei nutritivi, ad ogni stagione di raccolto. Abbiamo letto in un'articolo di artribune che ci si riferisce alla storiografia dell'arte, specificamente alla natura morta del diciassettesimo secolo, per evidenziare le specialità vegetali e animali esistenti all'epoca e attuare un confronto con quelle esistenti oggi, scomparse, sopravvissute o di nuova scoperta. Quello a cui si riferiscono il professore Nienhuis come anche Todd Wehner sono le idiosincrasie geografiche e morfologiche delle varietà di cui abbiamo documentazione visiva, pittorica e fotografica, che ci possa essere giunta (anche grazie alla storiografia dell'arte) fino al momento in cui, dagli anni 70, Cohen e Boyer dimostrarono la possibilità della clonazione di materiale genetico attraverso organismi di specie diverse fra loro. Questi sono noti come i primi effettivi sperimentatori nella manipolazione genetica. Parlando di intersezioni tra arte e scienza, l'interesse artistico dell'architettura genetica è proprio quello che ha dimostrato un'artista della bio-arte quale Heather Dewey-Hagborg. Attraverso la opera di hacking-spionaggio stranger visions, di frammenti di codice genetico, ha generato dei ritratti, maschere, dei possessori di frammenti di codice, ritrovamenti casuali nello spazio urbano. Riporta alla visione ciò che era nascosto alla vista, nel mozzicone di sigaretta o nella gomma da masticare sotto forma di tracce di secreti corporei.
Nel sempiterno tentativo degli artisti di contribuire al progresso scientifico, ci sembra fantascientifico immaginare che dipinti di epoca barocca, che ci trasmetterebbero altrimenti solo opulenza e languore, si proiettino al limite della fantascienza quando sono esaminati con lo sguardo pornografico e vivisezionista dello scienziato di chimica agraria o dell'ingegnere genetico contemporaneo.

Frutta, Capodimonte, Barocco
Natura morta (dettaglio) - XVII sec.,
Collezione Farnese,
Museo di Capodimonte di Napoli.
–––
Sulla frutta figurano numeri che rimandano a una appendice,
dipinta nel quadro stesso, la quale riporta i nomi delle
varietà di frutta raffigurate. Il lavoro della pittura Barocca
ci aiuta, a secoli di distanza, in una ricostruzione della
selezione (e semplificazione quando non disfacimento)
delle numerose specie vegetali del nostro vissuto storico.

domenica 18 ottobre 2015

Žilda à artecinema

"Žilda à Naples" nel titolo e nei fatti, una recensione del documentario con siparietto alla proiezione ad artecinema


La rassegna di pellicole sull'arte contemporanea 'artecinema' 2015 si apre con il film 'Art War' e si chiude ugualmente con la street art di 'Žilda à Naples'. Artista di cui Television breaker si è già occupato in un post del giugno 2012.
A intervistare il regista Colin Torre (cameraman e montatore del suo stesso film), è Laura Trisorio, la quale dopo poche battute apre il tema sulla presenza nella sala di proiezione dello street artist in questione, Zilda, che pare possa aver scelto di presenziare. Non è chiaro, ma trapela un certo fremito nelle parole di Colin.

Le luci in sala si abbassano. Inizia il manifesto in cinema dell'arte di Zilda. Un film ovvero un monologo dell'artista medesimo che ci lascia a bocca aperta per la fluidità con cui si fa accompagnare dalle immagini dei suoi stessi lavori, nonchè della loro realizzazione. Ma l'artista non si fa mai riprendere in volto, nonostante l'iconica felpa nera col suo nome sulla schiena, che lo identifica evadendo ogni dubbio. Un'opera magistrale di poesia per immagini e parole, considerato anche il low budget con cui sembra essere stata realizzata.

Ma accade un imprevisto sensazionale: il meccanismo di proiezione si inceppa dopo un elogio finale su Napoli, su come "ogni altra città impallidisce" al confronto, sul quale il film sembra voler concludersi. Si pianta sullo schermo una immagine glitch di un fotogramma distorto e una voce dalla sala lancia un urletto, gracchia un lamento, tutti si alzano, qualcuno applaude. Le luci si alzano e pare che gli sguardi del pubblico seguano una figura in fuga, con un tubo per poster simile ai rotoli di carta appena visti nel film.
Laura Trisorio si scusa per i "56 secondi" di pellicola che hanno mancato di proiettare e saluta tutti al prossimo anno per una nuova rassegna di artecinema.

Può darsi che il lamento alla interruzione della proiezione fosse dell'artista? Che tanto si era dato da fare per nascondere la sua identità, non poteva mancare alla prima del suo documentario. Docufiction che si apre con un commento alla quantità di cose e selfie e beni di consumo e tutta questa roba "sotto forma di paradiso" che potremmo criticare coerentemente se solo fossimo fuori da quella sala in cui, senza più ombra di dubbio, Zilda a un pelo dallo smascheramento, ha scelto di autocelebrarsi.
Finale clamoroso di rassegna.

giovedì 20 agosto 2015

#OMG - Primo

Mio nonno, il prof. B. Marano, è stato un chimico agrario, docente universitario, e una cosa fondamentale che mi ha passato è stata che i vegetali transgenici o cisgenici che siano, quando possiedono caratteristiche potenziate, nella quasi totalità dei casi perdono la capacità di produrre autonomamente semi, di riprodursi.


OMG
I pomodori 'perfetti', tondi, transgenici o misto transgenici/cisgenici,  hanno una architettura genetica progettata per realizzare il massimo della forma e il massimo della presenza di determinati nutrienti, in condizioni ambientali spesso disperate, a discapito però della specialità vegetale originaria. Ad ogni semina le colture di ogm sono re-ingegnerizzate in laboratorio, con il problema fondamentale che la richiesta di mercato di colture (è il caso di dirlo) naturali, cade rispetto a quella delle colture ogm per fattori quali la sicurezza del raccolto e ragioni, per lo più dovute all'estetica del prodotto, di spendibilità sul mercato ortofrutticolo.

Il problema per gli agricoltori e così dicendo per i consumatori è che le sementi commerciate dalle compagnie chimiche e farmaceutiche, soprattutto nel caso degli ogm portano a una condizione di dipendenza se non subordinazione degli agricoltori e dei piccoli come dei grandi produttori nei confronti dei laboratori di bioingegneria, delle case chimico-farmaceutiche che producono i semi.

Il trattamento squilibrato, dicotomico, tra parti interdipendenti di settore primario (agricoltori) e settore terziario (politiche dell'industria chimica e del farmaco) ha avuto un tentativo di legiferazione, che è sembrato prescindere dalla tematica ogm ma che è invece ivi compresa.
Nel dibattito con il parlamento europeo la commissione europea ha visto bocciato il proprio disegno di regolamentazione delle sementi nel marzo del 2014, che avrebbe avuto come conseguenza sostanziale di impedire lo scambio libero delle sementi tradizionali tra gli agricoltori, liberi cittadini di una stessa nazione: un procedimento antropologicamente consolidato che tutela la biodiversità e le colture tradizionali tra le generazioni. Il vantaggio di una tale legiferazione sarebbe stato se non altro quello di obbligare i coltivatori alla scelta di sementi prodotte in laboratorio, schiacciando le pratiche di auto-inseminazione delle colture.
Abbiamo visto come le colture del mais negli Stati Uniti e presto del riso in Italia, siano invasive e minino le colture non-ogm, nei resoconti del Rodale Institute, e di come esse portino ugualmente alla presenza di piante infestanti ed effettivamente ne favoriscano la selezione naturale [documento testuale del servizio report].

Oltre che rispetto agli agricoltori che tutelano le specialità botaniche, proprio nei confronti dei cittadini Europei, con il dibattito sul TTIP, si sarebbero commesse le più gravi ingiurie nascondendo la presenza di materiale transgenico/cisgenico nei prodotti importati dagli USA.
Ugualmente attraverso le proposte della Commissione europea, così anche negli Stati Uniti: la deregolamentazione delle etichettature degli ogm è una battaglia che le multinazionali alimentari stanno combattendo strenuamente e che promettono di vincere, stando alla forza del gruppo lobbistico, contro la consapevolezza dei consumatori non più solo americani ma internazionali.

In definitiva: è il rilievo mediatico di scoperte ed evidenze scientifiche che ci porta a politicizzare il discorso sui cibi ogm. Le teorie come le pratiche scientifiche, nel mare magnum delle politiche di tutela o proibizionismo, diventano esse stesse enunciati politici quando accompagnate da ogni tipo di giornalismo, propagandistico, allarmista, populista, retorico, scettico, generico o quale altro.
In quanto consumatori oltre che cittadini, sentiamo la necessità di vedere rispettati il principio di trasparenza, prima di elaborare le politiche di restrizione o di favoreggiamento che interessano il futuro, oltre che il presente, dell'alimentazione.

sabato 14 marzo 2015

Napoli, New Media Art tout court

"[…] L' ultracontemporaneo, "l'arte di adesso" su cui Thierry Geoffroy fonda la prima biennale Danese in corso d'opera, vede in questo periodo l'evolversi di un teatro efficace delle più innovative tecnologie applicate ai contesti artistici."

Stefano Cagol
flyer "Dammi la tua energia" - Stefano Cagol
the body of energy
Stefano Cagol, vincitore del premio VISIT 2014, è stato all' Unisart grazie al museo Madre con il progetto itinerante 'The Body of energy' che utilizza la fotografia termica come un mezzo estetico. Se l'immagine si definisce attraverso la luce, 'the body of energy' vede le figure definirsi in base al parametro del calore. Le immagini che ne fuoriescono sono in una particolare scala cromatica. Attraverso un secondo livello di lettura viene restituita la sensazione tattile delle ambientazioni e dei soggetti impressi graficamente e cromaticamente dal mezzo tecnologico. E' un esempio di come la fotografia, l'estetica, la cromia, l'effetto di disturbo restituiti dall'uso di uno specifico mezzo tecnologico forniscano spunti per delle ricerche espressive e comunicative di grande impatto e novità. Il mezzo tecnologico possiede così intrinseche delle potenzialità comunicative che gli artisti dispiegano e piegano alla propria ricerca. L'artista sempre più padrone della tecnica assume un ruolo di comunicatore visivo. Segue la medesima logica l'applicazione della radiografia in tempo reale alla campagna Diversity & Inclusion – Love Has No Labels della Ad council che ha spopolato sui social media. La installazione organizzata per la campagna negli Stati Uniti comporta l'uso di uno strumento tecnologico di acquisizione di un'aspetto del reale che sul piano visivo è trasposto in una operazione estetizzante. Anche se non è propriamente una operazione artistica, la visione a raggi X applicata alla comunicazione visiva esprime con grande forza il messaggio contro il razzismo e la xenofobia che Ad council ha richiesto ai suoi esperti della comunicazione.
Art campaign
www.lovehasnolabels.com
In queste sperimentazioni la figura umana è soggetta a una fluttuazione della identità. È così che l'arte spoglia della personalità ai fini comunicativi, generando alterazioni, stilizzazioni, distorsioni video che diventano iper-immagine: lo stratificarsi di sensi (percezione e pensiero) sulla rappresentazione della realtà, una esperienza del mondo arricchita con la esperienza artistica. Qualcosa di molto vicino all'introduzione dell'immagine scientifica nel campo dell'estetico. Dal progetto transnazionale di Stefano Cagol, passando per l'arte virale e il communication design, fino all'arte performativa, la videoarte risponde alle esigenze espressive contemporanee.
Sara Lupoli
Album-Toi, mon miroir di Sara Lupoli
con Marianna Moccia ed Elena Cocci
Al Teatro Galilei della Città della Scienza di Napoli il 14 Marzo va in scena la danza di 'Abum-Toi, mon miroir', prodotto dalla francese PianoBe e diretto da Sara Lupoli. E' contaminato di nuove tecnologie applicate. In questo spettacolo la scenografia, l'installazione video si fondono nella videoarte di CtrlAltLab con Carmine Spizuoco, i quali hanno sviluppato (attraverso gli strumenti di processing e acquisizione visiva in tempo reale) una proiezione che "danza" insieme con i ballerini reagendo ai movimenti del loro corpo, dialogando con la coreografia e contribuendo allo sviluppo narrativo.
L' ultracontemporaneo, "l'arte di adesso" su cui Thierry Geoffroy fonda la prima biennale Danese in corso d'opera, vede l'evolversi di un teatro efficace delle più innovative tecnologie applicate ai contesti artistici.

videoarte per la scenografia interattiva
CtrlAltLab e Carmine Spizuoco

These days Stefano Cagol, winner of the 2014 VISIT prize, was in 'Unisart with the partnership of the museum of contemporary art Madre with his traveling project  'The Body of energy'  using thermosensitive photography as an aesthetic medium. If the image is defined by the light, 'the body of energy' sees figures defined basing on the parameter of their heat, coming out in images with a particular color scale. Through a secondary interpretation is given back the tactile diagram of the setting and the subjects, impressed graphically and chromatically by the technological mean. An example of how photography, aesthetics, colour, disturbance returned from the use of a specific technological mean provides ideas for expressive research and ideas for communication of great impact and novelty. So the artists unfold and bend to their research the potential intrinsic in technological means. The artist becomes more and more the master of the technique serving visual communication. Following the same logic, the application of X-ray in real-time in the campaign – Love Has No Labels for the Ad council  has burst through social media. The installation organized for the campaign in the United States involves the use of a technological tool for the acquisition of an aspect of reality transposed through an aesthetic operation on the visual perception. Although not exactly an artistic operation, the X-ray vision applied to visual communication expresses with great force the message against racism and xenophobia that Ad council wanted from its communication experts. In these experiments, the human figure is subject to a fluctuation of identity. That's how the art is stripped of personality for communication goals, generating alterations, stylizations, video artifacts becoming hyper-images: the stratification of senses (perception and thought) on the representation of reality, a world experience enriched with the artistic experience. Something closer to the introduction of Scientific imagery in the aesthetic area. From transnational projects, through viral art and communication design, up to performative art, video art meets contemporary expressive needs. At Teatro Galilei in the City of Science in Naples, March 14, stages the dance of 'Abum-Toi, mon miroir', produced by the French PianoBe and directed by Sara Lupoli, contaminated with new technologies. In this show the set design and video installation merge in the art of CtrlAltLab with Carmine Spizuoco, who have developed (through the tools of processing and video acquisition in real time) a projection that "dance" together with the dancers, reacting to the movements of their body, inscribing itself within the choreography and contributing to the narrative development. The 'ultra-contemporary', "the art of now" on which Thierry Geoffroy founds the first Danish biennial, at present under construction, sees the evolution of a theater that is effective of the most innovative technologies applied to the artistic context. 

venerdì 27 febbraio 2015

Black and Blue or White and Gold? The Dress Explained.

I illustrate you a moment the situation, take your time to read…
There is a viral phenomenon on the internet, spread through the social media, commented on every thinkable platform of blogging, web press etc.. I am talking about a dress, a photo of it, and the debate over its colours. Black and blue, blue and gold or even white and gold? We perceive the same dress in different colours depending on how we interpret it. Everything has been said but the truth. I think truth is a hidden matter. Everyone looking at the picture immediately focuses on the dress, pushed by the question of its colour. Whether if it is blue and black or white and gold for us, we tend to focus on the dress instead of the location or our perspective. Perspective is vision since photography is the mean of visual communication. But the truth is one and I know no other at the moment having argued in support to one of the two colours' interpretations. When i looked at the picture first, from a friends' page, I was on my smartphone and noticed the dress in black and blue. I didn't pay much attention since i glanced just a moment at the article. by the way the title's open discussion about the dress made me think about it. When later I opened the article I found it was in truth white and gold. I was surprised to have changed idea. I noticed all the details of the picture coming to light. I was brought to thinking the dress as white and gold simply because of the overexposure to light of the background.

I analized all the details and found the matter was that incoherence between the "colour" of the light bumping onto the dress and the one beside it. Yes, light has a colour that we unconsciously suppress, depending on our interpretation. Why this incoherence? Two reasons:
• The color correction of the camera, which is probably a built-in digital camera of a smartphone, had a colour correction automatically set to a particular lighting.
• There is two spaces with two different types of light. One interior space with an artificial light on the background, a second space from which comes the light illuminating the dress at our sight.

The artificial lighting, the one on the background illuminates an interior space. The light that illuminates the dress instead invests it obliquely from above. It could be the light of 4 p.m. in European winter, a fading blue light when the sun is not far from setting or another refracted source of light. We "see" that the lighter colour of the dress is not clear because of a disturb in it, a light-blue or lilac shade, that is a digital noise, a colour noise caused by the digital acquisition method of the image, set to suppress a light-colour in the picture. Now we see that the golden decorations, interpreted as lighter by our visive-brain, is now clearer, takes the scene to the previously (if you thought was black) unidentified fabric/decoration, The tiniest shadows are depicted.

If we interpret the dress as black and blue we are actually suppressing the color dominance of yellow: the golden is interpreted as black and the white texture is thought even darker as a blue.

If we are strictly thinking the image as a structure made of just one colour scale depending on the artificial light we will see the dress as black and blue. If we have the imagination, or better the elasticity of image-interpreting, to think about a light intervention that's not in frame and assume we have an overexposure, warping the colours in the picture, we have better chances to really guess the colour of the dress. That is… white and gold, dude.

L.B.

sabato 25 ottobre 2014

TELEVISION DELIVERS PEOPLE by Richard Serra

Aside from the artist profile the art market wants to figure Richard Serra, there are some video artworks he did around the 70's which took the attention of an interesting internet resource for experimental art UBUWEB. Ubuweb "proposes a different sort of revisionist art history, one based on the peripheries of artistic production rather than on the perceived, or market-based, center"

TELEVISION DELIVERS PEOPLE is a video-art piece that unfolds an intention beside the entertainment in television, used as a mean for a "soft propaganda". Television Breaker couldn't let this work veiled providing its little spotlight to something that could pass undiscovered until the last rites. Please visit Ubuweb. There you can find lots of works and artists you can't imagine how mind blowing they are.

Richard Serra is best known for his unique sculpture works, flowing from the conceptual instance to the renewal of urban and land art, his pieces take form in dizzying walls that evolve in twisting, linear, sharp figures emerging from the ground that bend and push the rules with which engineering and manufacturing with steel, alloys, cement and other modern architecture elements have always been made. Sometimes a little pretentiously referring to classical architecture and literature.

Oltre il profilo di artista che il mercato dell'arte vuole figurarsi essere Richard Serra, ci sono alcune opere di video arte che ha eseguito intorno agli anni '70 che hanno catturato l'attenzione di una interessante risorsa internet di arte sperimentale: UBUWEB. Ubuweb "propone un diverso tipo di storia dell'arte revisionista, uno basato sulle periferie della produzione artistica piuttosto che sul centro percepito o basato sul mercato"

TELEVISION DELIVERS PEOPLE è un pezzo di video-arte che dispiega un' intenzione dietro l'intrattenimento televisivo, utilizzato come mezzo per una "propaganda morbida". Television Breaker non poteva lasciare velato questo lavoro e fornisce il proprio piccolo riflettore perché non rimanga nascosto fino ad estrema unzione. Consiglio di visitare UbuWeb dove potete trovare un sacco di opere e artisti che non potete immaginare quanto spaccano.

Richard Serra è meglio conosciuto per le sue uniche opere di scultura che, scorrendo dall'istanza concettuale al rinnovamento dell'arte urbana e paesaggistica, prendono forma in pareti vertiginose che si evolvono in torsioni, linearità e figure taglienti che emergono dalla terra e piegano e spingono le regole con le quali l'ingegneria e la manifattura con l'acciaio, le leghe, il cemento e altri elementi di architettura moderna. Concettualmente (o forzosamente) si riferisce all'architettura e alla letteratura classica.

lunedì 16 giugno 2014

BREAKING TRASH TELEVISION

TELEVISIONBREAKER.Tumblr.com

Sappiamo tutti che al ruolo di presentatore, ospite d'onore, grazia sua in persona, nelle televisioni nazionali o private che siano, accorrono ogni volta un orda di raccomandazioni infinita, e per salvare il posto ai soliti noti, la cattedra dell'aula televisiva va alle solite facce, caso estremo quello di Baudo Pippo l'onnipresente, scovatore di talenti infinitamente più talentuosi Heather Parisi, Lorella Cuccarini, il lirico Bocelli e la cantante Giorgia.

In anteprima internazionale assolutissimissima… I protagonisti della tv spazzatura in una collezione unica irripetibile, criticata in immagini di eloquenza magna, un aggiornato catalogo delle figure d' incongruenza palese sui volti dei personaggi noti e meno noti della televisione. Ad accompagnare l'espressione più eloquente, le lapidarie esternazioni del rompipalle (o rompi-tv qual si preferisca) più critico della rete.
È noto, non esiste campo della televisione che non sia scandagliato e vagliato fino all'ultimo fotogramma tanto accuratamente quanto Blob. Ma se c'è una medaglia d'argento sul podio dei più
estetizzanti critici televisivi nella comunità antropologica, questo va a
televisionbreaker.tumblr.com
seconda sede del portale televisionbreaker






venerdì 13 giugno 2014

Zero Euro - Salvatore Fiore

Lately, the attempt to buy a full shopping trolley in a German supermarket with a 30 euros papermoney, might have inspired the print of "0 Euro paper money" by Salvatore Fiore from the Academy of fine arts of Napoli, who brightens up a discussion about the value of contemporary art: this time the art piece is the money itself, it embarasses the estimator and makes him question about his importance. A conceptual act nearest to 1961' "Artist's shit" by Manzoni in terms of dealing with the value of art. Apparently criptical, it fits well the italian idea about the european common money since the actual economic crisis. Zero, that's how much people value it, as a result. By the way, what's really the means of happiness? Money not at all. In watermark detail, the image of a troll-face, a reference to the world of Absurd, internet and its memes.
Salvatore Fiore zero Euro paper money 2014
Salvatore Fiore "0 Euro paper money" 2014 / paper
not-so-unique piece

lunedì 6 maggio 2013

Banksy and Mr. Brainwash are the same person? convincing insinuation.

We could reasonably say we know nothing about them, since the informations we have on both are spread via the "unsafe media" for excellence, the internet, in which everyone can tell and write everything of fictious about the self. With a fast cross research on their wikipedia pages, their places of birth, ages, etc. are no certain informations and we have no knowledge of anyone having certainty about their distinct identities. The documentary "Exit through the gift shop" filmed by Banksy is all around Thierry Guetta (mr. Brainwash), who has this extrovert personality, the disturbing opposite of Banksy's hiding identity, making him an easy target of critics. The movie is a casuistry of odd gags made by Thyerry, revealing his ignorance on the moral aspect about the history of art. Thierry says at one point in the film-:"Andy Warhol is dead, now it's my time" sentence strangely coinciding with the way he works and also with the sentence on the stone in the gallery we find on banksy's web site:-"The bad artists imitate, the great artists steal.", which we see below.
Banksy steals
The piece which, in my baleful opinion,
best conceptualizes both Mr. Brainwash and Banksy's style and  characters
But what most of all suggests me that Mr Brainwash and Banksy are one person is the fact that Mr brainwash totally delegates his work to assistants and collaborators, which would possibly give him the time to act as Banksy. Banksy is also very good at traveling all around the globe without leaving traces, which is an ability we image to be of a more than wealthy and free man. Last but not least is the fact that B. and Mr. B. have both a strong affection on their image, one in the sense of a total protection, the other on a grotesque exaggeration.
If you see the picture taken in the february of this year, showing an unknown street artist's face attributed to Banksy, with a visibly similar eyebrow to mr. Guetta's one, I would exclude to consider that my hypothesis is not taking anywhere, since the time i cannot think of two people having such fame but only one with a brain.

sabato 6 aprile 2013

B Side Tattoo - nuovo spazio

Mario_Brunelli
scansione del volantino promozionale dello studio
artistico di Mario Brunelli con Luigi Del Duca.
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Prossimi all'apertura del nuovo spazio in via Piscicelli, non più su strada ma in appartamento, vi ricordo il lavoro di Mario Brunelli e Luigi Del Duca, tattoo artists.

domenica 31 marzo 2013

La verità sulla pazzia di Amleto - Teatro Kostja Treplev

Antonin Milenin
La verità sulla pazzia di Amleto
Il Teatro invita ognuno di voi nei meandri oscuri del suo antro. Alla ricerca di un lume oltre ogni paura, chi ambisce una verità sarà lieto di avventurarsi. Forse non attendendosi il fondatore Antonin Milenin e la sua congrega di impenetrabili giullari, ma per capacitarsi attori, almeno una volta, protagonisti putativi della propria esistenza.

in vico San Geronimo nel centro di Napoli

Masterclass di recitazione e analisi del testo drammaturgico
11, 12, 13, 14 Aprile
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contatti:
tkt.masterclass.napoli@gmail.com
3337339876 / 3275811417

giovedì 14 marzo 2013

LICENZA DI INQUINAMENTO - controindicazioni frequenti

Nello scontro con la natura l'uomo può solo perdere, se non adattarsi.

abruzzo
parco nazionale dell'Abruzzo

È importante nell'era del computing e networking essere brevi o addirittura fiscali, ma soprattutto programmatici nell'esposizione del pensiero. Quando si tratta di informazione riguardo l'inquinamento, per capire le notizie dobbiamo sapere che esso è causato da tre punti spesso coincidenti:

- impatto sul paesaggio: a livello visivo, un tema erroneamente ritenuto solo umano e invece spesso causa di danni all' ecosistema.
- impatto della produzione: come nella produzione e nel prodotto finito si influenzi la biosfera ( insieme di flora e fauna in equilibrio di riproduzione ) ed il suolo sottostante.
- impatto dei rifiuti di produzione: come gli scarti erroneamente preparati all'emissione nell'ambiente ( rifiuti solidi, liquidi, gassosi) influenzino l'ambiente.

Il paesaggio subisce sempre inquinamento visivo e la skyline di una catena montuosa può essere scandita da delle pale eoliche, una diga o delle strutture industriali. Immaginiamo che un gruppo di stambecchi locali debba passare per quei luoghi e che si trovi un giorno sbarrata la strada per la zona preposta all'accoppiamento. Possiamo dire che per la locazione di un impianto è doveroso contattare esperti zoologi, geologi sulla zona. In questo caso avremmo altrimenti interrotto non solo la continuità del paesaggio e la sua bellezza ma anche il ciclo della biosfera locale. 

Per l'inquinamento l'indice più diffuso è quello della CO2, anidride carbonica immessa nell'atmosfera  per via di scarico nell'aria. Questo parametro seppur fondamentale non è completo in quanto insieme all'anidride vengono scaricati ( in particolar modo nel campo petrolchimico ) elementi inquinanti chiamati polveri sottili che per meglio dire sono "elementi pesanti". Queste polveri una volta emesse rimangono nell'ambiente e sono veicolate dalla catena alimentare attraverso gli esseri viventi, divenendo causa di tumori dovuti al loro potere cancerogeno.
Il loro sversamento nell'ambiente non è mai normale, concesso o tantomeno tollerato in quanto, una volta avvenuto, è sempre incontrollabile e incoerente con l'equilibrio naturale. I prodotti finiti di produzione, gli scarti e le polveri sottili, tutti i prodotti del mondo artificiale umano, devono seguire un percorso esterno all'ambiente naturale quando non preparati alla decomposizione/ immissione nell'ambiente.
L'inquinamento delle falde acquifere da cui attingiamo le risorse idriche, per esempio, è dovuto interamente alla infiltrazione dei liquami dalle discariche abusive o per condotti di scarico fluviali. Tali sversamenti di rifiuti tossici avvengono appannaggio di chi vuole aggirare lo smaltimento, grazie alla complicità delle organizzazioni criminali.

click to enlarge
Le metodiche di lavorazione e produzione dell'energia sono soggette a continui aggiornamenti, fisiologici per la riduzione dell'impatto ambientale. Gli elettrodomestici tutti hanno un determinato consumo energetico calcolato annualmente e per "classi": uno strumento utile ai piccoli inquinatori per ridurre la propia bolletta e l'impatto relativo. Ricordiamoci però che l'inquinamento che causa l'innalzalmento delle temperature ( surriscaldamento terrestre ) in proporzione massiccia è dovuto ai grandi impianti. Ergo il modo migliore per attutire l'impatto umano è la direzione dei nostri acquisti su prodotti a km 0 ( prodotti fatti e distribuiti nel nostro paese o località ) allontanandoci dalle notoriamente inquinanti "grandi mani" di cui la stampa del mondo intero è piena di inchieste a carico, sull'inquinamento come sulle violazioni dei diritti umani. È importante considerare le scelte di ognuno fondamentali ad una radicata consapevolezza ecologica. Perchè un gesto incosciente contro la nostra terra è un gesto contro noi stessi.

P.S. Greenpeace ha di recente condotto una inchiesta su Enel, secondo la quale:

"ENEL è il maggior emettitore in Italia di CO2: 36,8 milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 2011 (4,6 in più rispetto alle quote assegnate all’azienda) e il quarto emettitore in Europa (78 milioni di tonnellate).

ENEL, in Italia, emette una quantità di anidride carbonica pari alla somma delle emissioni attribuite al comparto dell’acciaio e del cemento, circa il 55 per cento in più di quanto attribuito ai grandi gruppi di raffinazione; la produzione termoelettrica a carbone di ENEL è causa, in Italia, di una morte prematura al giorno e di danni al Paese (di natura sanitaria, ambientale ed economica) stimabili in circa 2 miliardi di euro l’anno; mentre in Europa quella stessa produzione causa quasi 1.100 casi di morti premature l’anno e danni per 4,3 miliardi di euro."

sabato 19 gennaio 2013

ERODE risorge e urla Ulrike Meinhof

Gli Erode sono nati nel 1994 all'alba di quello che oggi vorremmo archiviare come il ventennio Berlusconi. Oggi (gennaio 2013) si ripresenta alle elezioni, il protagonista di "Evviva il cavaliere", il pezzo primo della storia degli Erode, che contribuirà alla compilation  "Oi ! Against Silvio", un titolo che profeticamente descriverà l'atteggiamento della sinistra politica italiana di lì in poi. Dopo essersi promossi con due 7" e varie altre incursioni in compilation arriva il "Tempo che non ritorna", titolo nostalgico del loro lungamente richiesto long playing, pubblicato e ristampato nel '97 dalla Gridalo Forte Records. In tre anni di carriera hanno fatto il punk storico degli anni 90 e ad oggi la gravidanza isterica di quello che pare essere un genio creativo è stata salvata. Con il singolo Ulrike ripromuovono la loro ben radicata presenza nel punk filosovietico. Forse troppo similmente a Claudio Lolli o al più recente Ken Saro Wiwa de il Teatro degli orrori ci hanno voluto ricordare di una intellettuale morta nel '76, un po' troppo tempo fa. Il pezzo, al di là delle malelingue, fa giustizia ai loro precedenti con sincero spirito di rinnovamento. I loro concerti oggi, quando internet se ne cade di indie e di estetismi, se fossi in voi non me li perderei.




martedì 23 ottobre 2012

Tacheles, da Berlino a Casoria, ospite del CAM

Vi dirò, morivo dalla voglia di scrivere questo post. Ecco a voi cari lettori di Television Breaker, come sono proprio andate le cose:
Il Cam, Museo di Arte contemporanea di Casoria, nel 2011 invia ad Angela Merker, quale capa della ricca Germania, una lettera in cui chiede allo stato tedesco l'adozione delle opere fino a quel momento esposte nel Cam. Una richiesta dovuta alla mancanza di fondi e contributi all'ordine del periodo di crisi. La richiesta è stata respinta, ma nel corso di quest' anno il museo si è rimesso in piedi.

A distanza di un mese dal tragico sgombero del Tacheles di Berlino, è proprio il Cam, che già vantava una collaborazione col rinomato spazio occupato, ad ospitare gli artisti berlinesi nella propria esposizione. Dal 26 ottobre quella che è stata la Berlino dell'arte di due generazioni è a un quarto d'ora da Napoli. Ancora una volta l'arte si muove grazie a una perfetta coincidenza di eventi, seppur negativa per Berlino che, a quanto detto, vedrà sorgere un nuovo centro commerciale.

CAM MUSEUM is home to TACHELES BERLIN
a cura di Linda Cerna, Barbara Fragogna, Antonio Manfredi

How long is now - da venerdì 26 ottobre 2012 ore 19.00
opere di: Petrov Ahner, Chuuu, Vj Cyper, Barbara Fragogna, Alesh Oner, Orvar, Martin Reiter, Alexander Rodin, Kurihara Takuya, Miriam Wuttke, Zmitser Yurkevich (Mitrich) Art performance di Miriam Wuttke ore 20.00 + Music performance di Jalara ore 20.30


Qui sopra il comunicato del Cam nella versione cliccabile-ingrandibile-downloadab(i)le

mercoledì 17 ottobre 2012

Clementino 'iena', le Sneakers e l' AW Lab

Sfruttiamo, spremiamo come limoni, speculiamo. Dalle sneakers alle varianti di un palco calcolo quanti, i tanti furbi, rischiano una brutta fine: Athletes world in primis, puma, adidas ed all stars, danno spazio a queste che fan bene a chiamarsi "rapstars". 


flyer puma social - Clementino

 Perdonatemi questo malsano fraseggio a inizio articolo, ma c'è Clementino che infuoca l' AW lab (una volta Athletes world) a via Luca Giordano - Napoli - 18 ottobre ore 18.

Concettuale, minimalista, il nuovo negozio. Vecchio, uguale e comunque sempre diverso. Il mio retorico quesito è se mai le sneakers abbiano trasceso dal fenomeno 'moda':  la risposta è poliestere, eco-pelle, gomma, fibra misto-sintetica. Dico io, guardiamo all'impatto ecologico dei nostri vestiti e a dove investiamo quei 20 euro che per noi contano un paio di scarpe di durata stimata due mesi, ma che per una multinazionale valgono il cliente milione-e-uno e magari un nuovo punto vendita, pieno di tronfia apparenza. Bisogna avere pazienza se i musicisti sono costretti ad una trovata di marketing per sponsorizzare il proprio tour. Portiamo pazienza ma supportiamo Clementino, che merita la nostra stima come rapper estremamente talentuoso.
Scrive indieforbunnies.com: <<Senza le inflazionate incursioni dubstep e dance, senza pericolose cadute di stile Clementino disegna un percorso coerente e ricco di suggestione per l’hip-hop italiano, innovando senza dimenticare mai quali sono le origini del sound: da tenere d’occhio. Attentamente.>>
È a mio dire che per uno come lui valga il termine 'badass', che potremmo rendere con “massiccio” o “uno che spacca”.

mercoledì 26 settembre 2012

MINIMAL e Genius - NEAPOLITAN HIPSTER

MINIMAL - book F/W 2012/13
All'ordine del giorno:
MINIMAL e genius.
Ho sentito l'impellente necessità di discuterne parallelamente. Perché, ne vogliamo parlare?
Due brand made in Napoli che vanno in una determinata direzione: capi innovativi, low luxury,  stile chic e cheap. Qualcosa non convince. Dove stiamo sbagliando? Citando minimalproject.it : "… Si riferisce ad un target medio giovane e alla fascia di prezzo medio alta nel segmento dello streetwear" Insomma, incongruenza, portami via. Vi spiego la disequazione.

 Target medio giovane" ≠ Fascia di prezzo medio alta ≠ Streetwear 

Se pensiamo ad un medio-giovane ci viene in mente un ragazzo/a che studia o lavora ma che in questo periodo storico si spacca la schiena per mettere da parte qualche soldo ( ≠ "fascia di prezzo medio alta").
Se poi guardiamo ai tentativi di rivolgersi ad una sottocultura che sono le proposte di Minimal e genius con l'occhio di uno squattrinato abbiamo già archiviato il caso sotto la voce "hipster". Tanto vale che i seri cheap-fashionistas continuino a comprare nei sempre più amalgamati Pull&Bear, H&M, tizio&caio. E magari inizino a farsi meno scrupoli se la maglietta è cheap monday o l'hanno tinta di nero nella lavatrice e allargato il collo con una forbice. Sarò grullo io ma non ci vedo niente di innovativo.
Il detto dice "chi disprezza vuol comprare". Si, vorrei comprare but i have no money.
Lunga vita a questi nuovi sciccosi brand.
Fin.

mercoledì 12 settembre 2012

Berlino Lampo - pubblicato su FUME' luglio 2012

Il punto è: quando la ritrovi la possibilità di sentire la performance di 6 ore continuative nientemeno che di Jeff Mills, pioniere della musica elettronica!? Pensavo con rimorso ai Bologna violenta suonare a Napoli, mentre io candidamente valicavo l’Europa. Pochissimi momenti di lucidità scambiati con la receptionist mi riportavano alla realtà, quando in quei giorni alienati fuggivo ogni contatto con il provincialismo da paesello appenninico che tutto, dietro di loro, avevano portato i miei compagni di viaggio, bramoso di relazionarmi con indigeni o presunti tali. Ricordi (Alte National Galerie e Pergamon Museum a parte): festeggiato il giorno di san Patrizio in un pub irlandese, appiccato fuoco ai capelli di Marcello, preso una sigaretta col tipo alla caffetteria del Tresor e attaccato discorso per un duo musicale al mio amico, con una ragazza ebraica in Oranienstrasse. Risultati: una brutta ubriacatura, il fondo di un Bloody Mary in faccia da una ragazza all’Alte Kantine e un dolore intercostale per un brutto gancio alla porta della camera. Poche, le foto a testimoniare. Se non fosse per i souvenir, le brochure e qualche portachiavi-cavatappi pescato dal fondo della valigia, potrei a ragione dire di non esserci mai stato o, in ultima analisi, di aver vissuto un sogno nelle sette ore di sonno successive ad un volo allucinato.
LorenzoBuongiovanni
pubblicato su "Fumè" del luglio 2012
http://fumefactory.blogspot.it/
I was about to write about … a Hot chip and its one life stand

lunedì 10 settembre 2012

Articolazioni geniali. "UNA RICETTA SCIENTIFICA PER ESSERE CREATIVI: SPEGNERE IL CERVELLO" da Il venerdì di Repubblica del 16 Marzo 2012 - di Giuliano Aluffi



Potete leggere l'articolo dalle scans cliccando sulle immagini per ingrandire o in trasposizione digitale dal testo subito dopo.


UNA RICETTA SCIENTIFICA PER ESSERE CREATIVI: SPEGNERE IL CERVELLO
LA MENTE È CONSERVATRICE E, DI FRONTE A IDEE NUOVE, PRODUCE ORMONI DILLO STRESS, SE VOGLIAMO INVENTARE, DOBBIAMO PERCIO FAR TACERE LA SUA PARTE DEPUTATA ALL' AUTOCONTROLLO, COME FANN0 I JAZZISTI

La creatività è merce sempre più rara: lo sostiene la psicologa Kyung Hee Kim del William & Mary College di Williamsburg (Virginia) nel suo studio La crisi della creatività: il calo dei punteggi nei test di Torrance sul pensiero creativo. Analizzando i punteggi ottenuti in 30mila test dagli anni cinquanta a oggi, la Kim ha trovato che la creatività è in caduta libera almeno da venti anni. E il fenomeno avrebbe anche una spiegazione semplice: secondo le neuroscienze, infatti, essere inventivi non è un divertimento ma piuttosto una realtà rivoluzionaria e sgradevole. Il pensiero libero è provocatorio e pericoloso: a essere creativi perciò si fa una gran fatica. Lo sostiene, con un gran numero di esempi e una scrittura assai brillante Alf Rehn, docente di innovazione al Royal Institute of Technology di Stoccolma e autore di Dangerous Ideas (Franco Angeli). <<La creatività è sofferenza, richiede di mettersi in discussione, di buttarsi tutto alle spalle e sfidare il buon senso.>> dice. E racconta: <<La Pure Digital Technologies lanciò una videocamerà seguendo una strada disprezzata dai colossi  del mercato ma che si rivelò geniale: lanciare un prodotto dichiaratamente peggiore di tutti gli altri>>. Proprio perché tutti inseguivano l'eccellenza, i vecchi metodi di cattura videodigitale erano diventati sempre più economici. <<La Pure Digital ideò così uno spartano involucro di plastica, con un tasto play e poco altro. E tanta semplicità d'uso. A cinque anni l'azienda ha venduto 1,5 milioni di queste videocamere, le Flip Video,
diventando il numero uno del settore, con una crescita del 50 mila per cento>> ricorda Rehn. Come mai le aziende concorrenti furono prese in contropiede? <<Perché viziate dall'abitudine. Il fatto è che il cervello è pigro e può diventare il peggior censore delle idee creative.>> continua Rehn. <<È un organo che ama gli schemi e le ripetizioni, e odia e scoraggia la novità. Fintanto che lo nutriamo di idee che può facilmente incasellare nei suoi schemi, ci gratifica con dosi di dopamina che ci fanno stare
bene. Quando invece pensiamo a cose provocatorie e innovative, il rubinetto della dopaminasi chiude e aumenta la produzione di ormoni dello stress: il cervello vuole farci capire che, quando siamo creativi, non è contento di noi. E ci fa soffrire>>. Come difendersi? I professionisti del jazz e del cabaret lo fanno d'istinto: quando improvvisano mettono a riposo la corteccia prefrontale dorsolaterale, associata all'autocontrollo. La ricetta per essere creativi, quindi, è semplice e sovversiva al tempo stesso: spegnere il cervello. O almeno la sua parte più bacchettona. <<I1 modo migliore per diventare più creativi è riflettere soprattutto sulle cose che tendiamo a disapprovare. La prossima volta che bolli un'idea come sgradevole, fermati e domandati: cosa stai cercando di proteggere? Cosa vuoi evitare di imparare? Avvertire disgusto per un'idea è il primo segnale che abbiamo raggiunto i limiti imposti dal nostro cervello. Oltre quella palizzata c'è la creatività>>.
GiulianoAluffi